Convivenze: l’importanza degli accordi patrimoniali

All’inizio di una convivenza la felicità e il piacere della novità fanno sembrare tutto bello ma con il passare del tempo altri fattori diventano importanti per saldare i rapporti delle coppie, per questo ci preme sottolineare che gli equilibri della coppia dipendono anche dagli accordi patrimoniali.

di Dott. Silvano Maggio

Vai a risposte ad alcune domande sulla convivenza

In Italia ci si sposa sempre meno e sempre più tardi, un fatto che rende ormai evidente la crisi dell’istituto del matrimonio. Ciò nonostante nel 2016 il Legislatore, attraverso l’ormai celebre Legge Cirinnà, ha voluto dedicare la sua attenzione alle unioni civili (le unioni tra persone maggiorenni dello stesso sesso) le quali trovano ora un riconoscimento giuridico anche nel nostro paese alle convivenze.

Cominciamo a capire cosa dice questa legge dal punto di vista dei rapporti patrimoniali e come si può efficacemente supplire alla normativa con il Contratto di Convivenza.

Spesso si sente parlare di convivenze “di fatto” e convivenze “registrate”, qual è la differenza?

Prima di trattare degli strumenti a disposizione della coppia per regolare i rapporti patrimoniali, è opportuno fare chiarezza tra convivenze cosiddette “di fatto” e “registrate”.

Di fatto”: è la convivenza di due soggetti, legati da una relazione affettiva; cioè il convivere stabilmente, ma senza unirsi in matrimonio.

Queste, come sappiamo, risultano essere le convivenze più comuni.

Non sussistendo diritti né obblighi reciproci, i beni e i debiti restano in capo a rispettivi titolari, casa compresa: di tutto ciò le coppie hanno coscienza quando è troppo tardi!

Proviamo ad immaginare, trascurando per un attimo la presenza di eventuali figli ,se, nel frattempo, è stato contratto un mutuo cointestato.

In questa situazione come vengono regolati i rapporti in caso di separazione?

Qui la legge non detta regole nemmeno a favore del convivente più debole, semplicemente tace.

E davanti ad un giudice le situazioni come verranno affrontate?

Perché una convivenza possa in qualche modo trovare una disciplinata sotto il profilo che ci interessa, quello patrimoniale, il legislatore prevede che la stessa debba essere registrata. Questo avvieneattraverso una semplice dichiarazione resa dalla coppia all’Ufficio dell’Anagrafe del Comune di residenza: i conviventi dichiarano di voler costituire una coppia di fatto e pertanto, con la registrazione, viene data pubblicità alla convivenza facendo sorgere in capo ai partner diritti quali:

  • Il potere di decisione per le cure mediche del partner;
  • Il diritto di visita in ospedale;
  • La possibilità di rimanere nella casa di convivenza in caso di morte del partner proprietario, seppur per un periodo proporzionale alla convivenza.
  • Brutto neo del sistema è certamente la preclusione del convivente superstite alla corresponsione della pensione di reversibilità.

C’eravamo tanto amati… facciamoci qualche domanda.

Quando cessa la convivenza, a chi spetta la casa familiare?

In presenza di figli minori o maggiorenni con handicap grave o non ancora economicamente autosufficienti, si applica la norma dettata in caso di separazione e divorzio: la casa è assegnata al genitore a cui sono affidati i figli.

Ma in tutte le altre situazioni?

La casa rimane al convivente che ne è proprietario o che è intestatario del contratto di locazione.

Per quanto attiene alla mancata corresponsione della pensione reversibile si può far ricorso a fondi pensionistici privati o alla costituzione di un Trust.

Per cercare di dare soluzione a queste e altre tematiche è utile tuttavia approfondire meglio il contratto di convivenza; ma di questo ci occuperemo al prossimo numero.

Cosa sono i contratti di Convivenza

Si tratta di accordi che implicano obblighi giuridici per le parti che li sottoscrivono, e che mirano in genere a definire accordi di convivenza e di reciproco sostegno nonché le regole patrimoniali della coppia.

I contratti di convivenza si costituiscono presso un notaio o un avvocato e vengono registrati presso l’anagrafe del comune di residenza della coppia. Il vantaggio di ricorrere a questo strumento è quello di potersi accordare preventivamente su questioni legate ad un’eventuale cessazione della convivenza, come il mantenimento, l’assistenza economica e materiale, la casa familiare, ecc.

Risposte ad alcune domande sulla convivenza